AdottaUnaParola va a Scuola: grattacapi e buone pratiche

“Adottaunaparola va a Scuola” si avvia alla conclusione.
La mezzanotte della domenica in arrivo [20 maggio] sancisce il termine per il lavoro di crescita delle voci adottate dalle classi.
Possiamo immaginare gli studenti affaccendati con gli ultimi ritocchi alle loro parole, per “tirarle a lucido” in vista della scadenza..dopotutto ci sono delle gite in palio, e cosa non si farebbe per qualche giorno fuori dalle mura scolastiche!
Da lunedì prossimo alla fine del mese la giuria valuterà il lavoro svolto sulle singole voci dalle diverse classi, che si ritroveranno per la premiazione finale [la data precisa è ancora in via di definizione, ma con tutta probabilità si svolgerà nel corso dell’ultima settimana di scuola, dal 3 al 9 Giugno].

Vediamo allora di fare un po’ il punto della situazione.
Ormai tutte le classi hanno cresciuto le proprie parole ed alcune hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Pensate che la pagina “Attilio Bertolucci”, adottata dal Liceo omonimo di Parma, è addirittura candidata a “Voce di Qualità” [complimenti!].
Inoltre molte classi hanno aggiunto diverse immagini ai WikiCommons, contribuendo in questo modo non solo a migliorare il “proprio” lemma ma ad ampliare il patrimonio fotografico dell’intera Enciclopedia Libera.

Il lavoro sulle voci, però, non è stato sempre semplice e lineare: molte classi hanno incontrato problemi e, in tutta onestà, hanno voluto condividerli con gli altri partecipanti attraverso il Google Group di coordinamento.
Ci sono stati momenti di sconforto per la cancellazione improvvisa del proprio lavoro su una voce [“mi sembra di essere come la tela di Penelope…un lavoro infinito e, soprattutto, con un senso di precarietà e aleatorietà che frustra i ragazzi e ci disorienta” ha scritto in uno sfogo la docente responsabile del Liceo Laura Bassi di Bologna].
E a volte gli studenti si sono visti addirittura cancellare la pagina stessa! In un caso il problema è sorto per via della scelta del nome attribuito alla voce [fortunatamente la questione si è risolta in fretta attraverso un semplice cambio del titolo]; in un altro caso la cancellazione è derivata da una presunta “mancanza di enciclopedicità”.

Fortunatamente Andrea, Piero e Ginevra [i Wikipediani responsabili del progetto dal lato Wikimedia Italia] hanno saputo rassicurare i partecipanti, fornendo loro preziosi consigli e indirizzando tempestivamente le classi verso la soluzione più adeguata.
Per esempio, nel caso della cancellazione dell’intera voce per “mancanza di enciclopedicità”, Piero ha risposto: “quando si inserisce una voce è importante che vi sia da subito un minimo di informazioni circa il soggetto della voce ed il perché tale argomento sia «enciclopedico», ossia degno di stare in una enciclopedia. Solitamente i primi interventi incontrano facilmente vari problemi, ma è normale e basta poi man mano capire come evitarli”.

Inoltre anche i docenti delle diverse classi hanno cercato di contribuire ad aiutare i colleghi “in difficoltà” condividendo le proprie esperienze: “vi propongo la nostra esperienza di lavoro che forse può essere d’aiuto a chi ha avuto problemi di cancellazione della parola. La classe sta lavorando “off line” e poi ogni studente inserisce il proprio materiale sul sito della scuola, dove abbiamo una wiki creata dai docenti che si occupano delle nuove tecnologie, così non c’è problema di account o di una parola incompleta su Wikipedia, ci esercitiamo liberamente e alla fine trasferiremo il lavoro su Wikipedia una volta ultimato” ha scritto la docente dell’istituto superiore di Castiglione dei Pepoli.

Le domande hanno riguardato
(a) lo sviluppo delle parole in lingua: più di una classe si è chiesta se la versione in lingua dovesse essere speculare a quella italiana o potesse essere una sua versione “light”; inoltre alcune parole, importanti per la versione italiana, nell’enciclopedia in lingua sono diventate paragrafi di una voce più generale;
(b) l’inserimento dei template, delle note e delle citazioni ripetute.
I dubbi più numerosi, inoltre, sono derivati dalla necessità di dimostrare la validità delle fonti utilizzate.
In caso di materiali coperti da copyright le classi hanno dovuto ottenere dall’autore il permesso per utilizzarli. Infatti, come specificato da Piero, “tutti i testi su Wikipedia devono seguire la licenza Creative Commons CC-BY-SA 3.0, quindi non possono essere utilizzati testi recuperati altrove (sia su carta, sia in internet). Solo nel caso in cui si sia gli autori di tali testi (o si conoscano gli autori) è possibile utilizzarli su Wikipedia a patto di rilasciarli con la stessa licenza Creative Commons, ed è necessario (prima del loro uso) inviare l’autorizzazione a Wikimedia Foundation”.
Altre volte il problema ha riguardato fonti non presenti come pubblicazione [“buona parte del materiale a nostra disposizione sarebbe materiale interno che non è mai stato pubblicato da nessuna parte (si tratta di studi fatti per progetti specifici). E’ materiale originale che non si può utilizzare?” ha chiesto la docente della classe che ha adottato la “Riserva naturale regionale dei Ghirardi”] mentre Wikipedia deve basarsi su informazioni consolidate e verificabili e quindi non ammette né materiali derivanti da una ricerca originale né la testimonianza orale (a meno che non sia stata resa pubblica, come nel caso di un’intervista televisiva).

Tuttavia il sorgere di questi problemi nel corso del lavoro sul lemma ha portato con sé anche un effetto positivo: il fatto che i ragazzi abbiano visto mettere in discussione dall’esterno il proprio lavoro li ha messi davanti al fatto che “dietro” alle pagine dell’Enciclopedia Libera ci siano delle persone, con le quali è necessario relazionarsi:
“abbiamo avuto diverse manifestazioni di disappunto, in particolare da un cybernauta, che ha cercato di bloccare il nostro lavoro, ma i ragazzi, aiutati dal tutor, lo hanno contrastato, come anche altri nella rete che li hanno sostenuti” ha scritto l’insegnante responsabile del Liceo Pico Mirandola.

Non ci rimane che augurare a tutti i partecipanti un grosso in bocca al lupo per questi ultimi giorni di lavoro e per la premiazione! E, come si suol dire, “che vincano i migliori”!