AdottaUnaParola va a Scuola…per davvero!

Come accennato nell’ultimo blogpost, AdottaUnaParola va a Scuola ha finalmente preso il via effettivo ed ha varcato la soglia degli istituti di istruzione..concretamente =) Negli ultimi due giorni [martedì 21 e mercoledì 22 febbraio] siamo stati all’ITAS Selmi di Modena e al Liceo Scientifico Bertolucci di Parma per un incontro con le classi delle rispettive province che hanno aderito.
In attesa del prossimo, previsto per martedì pomeriggio prossimo [28 febbraio] presso l’IC.6 Irnerio di Bologna, cerchiamo di rendervi un po’ lo stato attuale del progetto e quello che abbiamo osservato durante questi primi due appuntamenti.


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Insieme al Professor Bondi dell’Ufficio Scolastico Regionale – Servizio Marconi T.S.I. e a Piero e Ginevra di Wikimedia Italia abbiamo incontrato gli insegnanti e gli studenti che stanno per diventare genitori adottivi; ad ogni incontro erano presenti circa una ventina di persone, un docente e due/tre ragazzi per ogni classe.
Nel complesso abbiamo illustrato loro più nel dettaglio l’iniziativa, gli obiettivi e le fasi di lavoro che prevede, nonché fornito una prima spiegazione su come funziona e come si utilizza Wikipedia in maniera attiva. Infatti dopo un veloce sondaggio è emerso –come prevedibile- che tra gli studenti e gli insegnanti presenti solo una minima parte avesse già editato in precedenza una pagina di Wikipedia [mentre quasi tutti l’avevano utilizzata più volte per cercare informazioni].
Piero e Ginevra hanno iniziato con una presentazione generale di Wikipedia: una prima parte più teorica riguardante cosa è un wiki, perché il contenuto di Wikipedia è libero, cosa implica la collaboratività innata all’enciclopedia [non solo concorrere al miglioramento di una voce, ma anche entrare in dialogo con gli altri], quali sono i pilastri e le regole sulla quali si regge. Sono passati poi ad una spiegazione più pratica, mostrando le basi del markup di Wikipedia, nonché fornendo consigli concreti sull’editing.
Per la parte restante del tempo docenti e ragazzi hanno invece potuto iniziare a “mettere le mani nel motore” dell’enciclopedia libera, a prendere confidenza ed editarla in prima persona.
Questa è stata forse una delle parti più produttive dell’incontro, proprio perché in Wikipedia è più che mai valida la regola dell’ “imparare facendo”; come ha affermato Piero, questo è “il modo migliore per imparare senza leggere manuali su manuali”, tanto che “tutti hanno iniziato così, sporcandosi le mani”, sperimentando, apprendendo pian piano, anche sbagliando.
Noi li abbiamo aiutati nella creazione degli account e rispondendo alle domande tecniche specifiche che man mano nascevano dalla pratica; la prossima settimana proveremo a creare una lista di FAQ con le domande che abbiamo raccolto durante questi incontri [e che presumibilmente sono quelle che sorgono a chiunque si approccia per la prima volta all’uso attivo di Wikipedia].
A questo primo incontro dal vivo seguirà un’assistenza a distanza durante tutta la fase di lavoro sulle voci, sia attraverso un affiancamento in diretta via Skype, tramite finestre settimanali di un paio d’ore, che attraverso strumenti di supporto asincroni.
Le classi avranno tempo fino a fine maggio per completare il lavoro sulla propria voce; dopodiché una commissione di esperti indipendenti valuterà e premierà le tre classi che avranno svolto il lavoro migliore con un viaggio di istruzione.
La cosa che ci ha più entusiasmato è stato leggere nelle parole e nelle numerose domande di tutti i partecipanti un grande interesse e apprezzamento verso il progetto. Il Preside dell’ITAS Selmi [forse non a caso ex-docente di informatica] ha affermato che “Wikipedia è uno degli strumenti più importanti degli ultimi anni ed è fondamentale introdurne l’utilizzo nelle scuole”; il Prof. Bondi ha proseguito asserendo che un progetto come AdottaUnaParola va a Scuola rientra nel piano Scuola Digitale il cui obiettivo è introdurre le nuove tecnologie nell’apprendimento quotidiano della classe: ciò significa uscire dalla logica dell’ “ora di laboratorio” a favore di una logica che vede la tecnologia come supporto costante all’attività didattica.
Ma soprattutto, ed è questa è la nota più importante, gli studenti sono già in fermento per questo progetto; alcuni hanno già cominciato un primo lavoro sulla voce [per esempio creandone il link], altri hanno già stabilito come collaborare operativamente e come suddividersi il lavoro all’interno della classe, e sono già spuntate numerose idee.
Per esempio, una classe di Fiorenzuola (PC) si dividerà in sotto-gruppi, ognuno dei quali lavorerà su ambiti diversi legati alla parola: chi sulla storia, chi sulla geografia etc.
Una classe della provincia di Modena invece ha creato un gruppo privato su Facebook, chiamato Adottaunaparola, all’interno del quale i ragazzi si confrontano, discutono e si auto-organizzano. Ecco che così un mezzo solitamente utilizzato come svago viene impiegato in maniera costruttiva e utile, diventando uno strumento di coordinamento collettivo. È proprio questo quello che intendiamo quando diciamo che AdottaUnaParola va a Scuola aiuta ad acquisire consapevolezza delle possibilità offerte della rete e a muovere i primi passi verso una cittadinanza digitale attiva.
Attualmente le classi partecipanti sono 26; ci saremmo aspettati tutti un’adesione più elevata, tuttavia interpretiamo questa prima versione del progetto un po’ come una fase beta, durante la quale sarà possibile costruire e testare assieme alle classi stesse qual è la traiettoria migliore per il progetto stesso.