Dantis Poetae Sepulcrum

la tomba di Dante
Oggi la nostra guida, Mauro Marino, ci ha portato alla tomba di Dante di cui ci ha raccontato la travagliata vicenda. L’inizio di tutto fu la morte secca del poeta avvenuta tra il 13 e il 14 Settembre del 1321.
Dopo la collocazione della salma dentro al sarcofago adiacente al chiostro francescano, due città importanti, Ravenna e Firenze, iniziarono a contenderselo. I fiorentini ottennero il permesso di prelevare le ossa nel 1519, grazie al papa Leone X di casa Medici, ma ne trovarono solo dei frammenti. I francescani, infatti, le avevano trafugate.
Il viaggio di Dante non era ancora finito. Con l’arrivo di Napoleone i monaci dovettero lasciare il convento, perciò nascosero le ossa in un cassetta di legno entro una porta murata. Grazie al caso, venne ritrovata per opera di un muratore e le ossa vennero immediatamente riconosciute poiché mancavano giusto i frammenti di cui i fiorentini si erano impossessati.
Non era destino che Dante riposasse in pace, perchè anche nel 1900 fu sepolto vicino alla tomba a due metri sotto terra, per evitare danni causati dalla seconda guerra mondiale.
Tornato al suo posto, in cui si trova tuttora, tutti i comuni d’Italia contribuirono alla costruzione di una campana che tutte le sere suona 13 volte per commemorare la sua morte. Inoltre, la città di Firenze offre la quantità necessaria di olio per illuminare 365 giorni l’anno la lampada presente nella tomba e ogni anno 13 rappresentanti fiorentini si presentano al sindaco di Ravenna per chiedere inutilmente la restituzione del corpo.

la campana vicino alla tomba
targa del nacondiglio delle ossa durante la 2^guerra
Dopo aver salutato la nostra guida, abbiamo raccolto 20 carduccine che non sono altro che le ghiande dell’albero piantato da Carducci, nel 1865, quando venne a rendere omaggio alla tomba di Dante. Porteremo le ghiande a casa e tenteremo di piantarle vicino alla nostra nuova scuola, con l’augurio che il seme della cultura possa crescere con noi in una nuova sede.

le Carduccine