La nuova anagrafe di #adottaunaparola

Anzitutto, come si dice in questi casi, grazie di essere venuti. che un’inaugurazione senza gli amici sarebbe inutile e un po’ molto triste [e scusate anche per l’odore di vernice, ma abbiamo finito di verniciare soltanto ieri e magari di aria non ne è passata abbastanza].

Comunque, la ragione per cui vi abbiamo invitati qui è per inaugurare e visitare insieme i locali della nuova anagrafe di #adottaunaparola, il progetto TER che vorrebbe migliorare le voci wikipedia riguardanti geografia, turismo e cultura in Emilia Romagna (la guida completa è qui)
Come vedrete, i locali non sono proprio ipermoderni, di quelli con le pareti in vetro e acciaio e il design ultrafuturistico, ma speriamo lo stesso che possano risultare funzionali e magari anche piacevoli.
Ma abbiamo già parlato troppo. Meglio se partiamo con la visita.

Subito in alto, in capo alla pagina, trovate la mappa google del progetto. Serve a dare un impatto visivo immediato rispetto alle voci adottate (in rosa), a quelle già maggiorenni (in blu) e alle piccoline che ancora aspettano di trovare un papà/mamma adottivo (in bianco). Come vedrete voi stessi, con la prima visualizzazione non è possibile apprezzare tutte insieme le oltre 250 voci del nostro censimento originale- che le mappe del signorG non consentono di ospitare più di un tot di punti di interesse per foglio. Per vedere tutte le parole dovrete far click sulla mappa e poi scorrerne le pagine. Sarà cura del nostro staff, d’altra parte, far ruotare le voci che compaiono sul primo foglio- quello immediatamente visibile- in modo da dare evidenza a tutte le “piccole” coinvolte nel progetto.

Nella stanza successiva, quella che trovate subito sotto la mappa, c’è il registro delle voci già adottate. Il foglio è organizzato così: a sinistra, per ordine alfabetico, c’è il nome e cognome delle singole parole (corredato da un link che rimanda alla voce wikipedia corrispondente). Subito accanto il nome (o il nickname) del genitore che ha accettato di prendersene cura, corredato a sua volta dalla data di adozione. E nell’ultima colonna a destra, infine, trovate l’indicazione anagrafica su quando la parola è diventata “maggiorenne”, su quando cioè la mamma/papà ha completato il proprio lavoro di cura e ha reso la voce alla comunità con il proprio ok.

Ma il vero cuore della nuova anagrafe è la spalla destra. C’è anzitutto l’ufficio informazioni, dove trovate la spiegazione del progetto, indicazioni utili su come partecipare e la lista delle domande ricorrenti (FAQ).
Subito sotto c’è un grosso pulsante arancione con scritto “mi hai convinto, adotto!“, che consente di saltare la coda e compilare direttamente i moduli di adozione per una qualunque delle parole ancora in cerca di genitore. Subito sotto, invece, trovate la lista delle voci “orfane” che è così composta: nella parte sinistra vedete il nome della piccola (un click e vi ritroverete sulla voce wikipedia relativa) mentre a destra c’è un piccolo ciucciotto, pigiando il quale arrivate dritti dritti al modulo per le adozioni.
Già il modulo. Qui è tutto molto semplice: basta infatti selezionare la parola che si vuole adottare, compilare il campo relativo al proprio nome- ed eventualmente quello relativo all’email o al proprio account social, utili per facilitare le comunicazioni successive tra genitore e anagrafe- ed il gioco è fatto: siete ufficialmente papà (o mamme) adottive.

Quali sono i locali che non vi abbiamo ancora presentato? Ah, sì, ci sono gli spazi dedicati allo sharing di #adottaunaparola sui social network. In capo alla spalla destra, proprio sopra il pulsante arancione di adozione rapida, ci sono dei bottoni di condivisione. Facendo click su uno qualsiasi di essi potete fare sharing coi vostri amici del fatto che aderite anche voi ad #adottaunaparola, con un messaggio di status sul vostro social preferito.

E’ tutto qua. Noi dello staff siamo a disposizione per qualsiasi informazione, esigenza o problema. E adesso possiamo abbatterci sullo spumante e i pasticcini. Auguri!

Alessandra Elisa Claudia Nicholas Giovanni, Staff TER